lunedì 21 aprile 2014

I veterani di guerra

Pochi si soffermano su un aspetto collaterale delle "missioni di pace". Vengono mandati in giro per il mondo degli uomini ad uccidere. Troppe volte abbiamo letto di uccisioni di civili innocenti, di torture, di brutalità che questi "portatori di pace" hanno commesso.
E poi questa gente torna a casa.
L'essere umano normale ha una forte resistenza ad uccidere un suo simile. Ma una volta rotto il tabù, non è più così difficile. E la mente di chi ha ucciso un suo simile diverge da quella degli altri. Si ammala. Perché deve convivere con l'orrore di quello che ha commesso.
I nostri governi mandano in giro uomini a fare queste cose. Quando ritornano...sono ancora gli stessi che sono partiti? 

domenica 20 aprile 2014

La Ricetta della Vera Sangria!

Dedicato ai fortunati che possono permettersela... perfetta per una grigliata con gli amici. Direttamente dalla Spagna...

La Ricetta per Vera Sangria!

http://www.thewanderingkitchen.com/rcp/sangria.html

Buona Pasqua

Auguri a tutti!
Oggi è una bella giornata di sole, il riscaldamento va a manetta e io spero che Dario stia meglio (aveva la febbre anche ieri sera).
Se qualcuno mi chiedesse oggi cosa desidero. Ecco, desidero che arrivi presto il giorno in cui il dottore dirà che Dario è fuori pericolo. Che sta bene. 

venerdì 18 aprile 2014

Vi alzate un freddo mattino di aprile...

Vi succede mai di alzarvi in un freddo mattino di aprile e sentirvi stanchi e demotivati prima ancora di muovere un passo? Con le ossa che dolgono un poco e un desiderio spasmodico di mollare, di non pensare a niente, di non fare niente, di non sentire niente? Con la sensazione che siete arrivati al limite, quale non sapete, ma ci siete arrivati?
Urge giornata di lettura e basta. Ho anche trovato i romanzi del dottor Fu Manchu su progetto Gutemberg, mi sa che oggi resto sul divano e me li leggo. Senza pensare a niente (a parte dare le medicine a Dario e preparare pranzo e cena).

giovedì 17 aprile 2014

C'è persona e persona

Viviamo temporaneamente in una casa multiculturale. Nel senso che una delle famiglie è normalmente brianzola, una è mussulmana e una genericamente stravagante (noi).
A me, all'inizio, che ci fosse questa famigliola mussulmana al piano di sotto ha fatto piacere, speravo  fossero tipo Suat. Che ci si potesse scambiare qualche ricetta, due parole, tre risate, magari non così simpatici, sarebbe stato pretendere troppo, ma accettabili. 
Sono giovani, con una bambina piccola, per cui io, al solito, quando usavano le zone comuni con prepotenza, dicevo a Dario, dai, poveretti, hanno anche una bambina, l'appartamento di sotto è più umido del nostro, bisogna capirli. Cercavo di essere gentile, lo so cosa vuol dire vivere fuori dal tuo paese.
Parcheggiano in mezzo al cortile, rendendo (quando avevamo la macchina) molto difficili le manovre per noi, ma cosa ci vuoi fare? Lei non guida bene, non sa fare manovra (in realtà non ha voglia di far fatica è saltato fuori dopo).
Lei è una che gira col velo e colori deprimenti, sono musulmani osservanti, non come Suat, che era molto libera pensatrice, ma insomma, mai mettere limiti alla provvidenza, no?
Un giorno ho chiesto a lei se quest'estate, quando le loro piante di menta (piantate nelle aiuole comuni) fossero cresciute, se ne potevo prenderne un rametto per farla radicare. A me piace molto la menta marocchina. Risposta: no. Punto.
Aveva ragione Dario. 
Tu sei gentile e loro pensano che sei cretino, oltre che un maledetto infedele. Si perché la moglie è volontariamente irrispettosa e disprezzante (se devi passare carica di borse della spesa si piazza in mezzo e non si muove finché non glielo chiedi e non saluta neanche...) e il marito, oltre che prepotente (tutto l’inverno a insistere pesantemente, con me, il vigliacco a Dario non ha mai detto niente, che tenessimo il riscaldamento più alto così loro avrebbero avuto più caldo), un giorno che ci siamo incrociati mi fa, ho sentito che tuo marito ha la cirrosi. E' un ubriacone eh! Ha aggiunto ghignando.
Simpatico. 
Dopo di che si è lamentato che gli diamo fastidio quando camminiamo (in pantofole, noi le scarpe le lasciamo in fondo alle scale di entrata). Cosa dovremmo fare? Camminare scalzi?
Capirei se fossero gente silenziosa. Di quelli che uno spillo che cade per terra sembra il rullo di un tamburo. Ma non lo sono.
Pregano a voce altissima, urlano (perché litigano un sacco), tengono il volume alto quando sentono il muezzin (grazie al cielo non amano la musica o saremmo fritti), urlano quando hanno ospiti, urlano perché telefonano e la bambina, come tutti i bambini, disturba abbastanza (è molto capricciosa).
Ma quello va bene.
Noi invece non dovremmo nemmeno camminare con le pantofole. Gli diamo fastidio.

Loro ci vedono così, ubriaconi e cretini da sfruttare.

p.s. Siamo passati ad una nuova fase dieci minuti fa, vogliono convertirci all'Islam... non ho parole!

mercoledì 16 aprile 2014

Ho freddo

Sono qui, con 20 gradi in casa, piena di maglioni che batto i denti. Ma non mi va di accendere la stufetta. Mi piacerebbe avere una bella stufa a legna, che dà quel calore che ti scalda anche il cuore.

p.s. Devo trovare il mondo di disinnescare il correttore automatico del computer o mi viene l'esaurimento nervoso. Perché adesso, oltre ai miei refusi normali, ci sono anche le "correzioni" sue che rendono incomprensibili le mie frasi. Soprattutto perché io spesso scrivo non guardando lo schermo, così lui mi cambia le parole e io non me ne accorgo...

martedì 15 aprile 2014

Il cugino Maurizio

Oggi, dopo tanti anni, ho rivisto mio cugino Maurizio e la sua ancora bella e simpatica moglie Tiziana. E' stato bellissimo. Ci siamo raccontati un sacco di cose e abbiamo deciso che, da oggi in poi, ogni tanto cercheremo di rivederci. Unico neo Dario era a letto con la febbre.
Mi hanno portato dei regali graditissimi, il loro olio (l'olio del Garda ha un sapore indimenticabile e poi, cosa ottima per Dario, ha un grado di acidità molto basso), il gonfalone di San Marco e, dulcis in fundo, Maurizio mi ha fatto fare le riproduzioni delle foto dei miei genitori.
Non ne avevo nemmeno una. Mamma, nella confusione della malattia, un giorno ha distrutto tutte le foto di famiglia.
E' stato bello rivedere mamma e papà da giovani. Mi ha scaldato il cuore. E una delle foto, l'unica originale, Maurizio ha voluto portarmela perché sul retro c'è il timbro di papà: dott. Nazario Sauro.
Ho riguardato le foto almeno dieci volte e ogni volta mi riportavano alla memoria qualche cosa.
Oggi ho ritrovato un pezzettino di cuore: due cugini e tanti ricordi.