domenica 22 giugno 2014

Avete sempre sentito parlare di Dario... in questa pagina parla lui

Ho sempre parlato di Dario in questi anni, ma non lo avete mai "sentito" dire cose direttamente. In questo post parla lui, della sua malattia, con tranquillità e semplicità.
Sono orgogliosa di essere sua moglie.

http://www.thewanderingkitchen.com/the-way-i-see-it/it-happened-again

Mi dicono che il mio fb non si trova

Allora sono Niki Niki Verona
il link è https://www.facebook.com/nikitesoroni

Non c'è la mia foto ma l'immagine della Dakini col Volto di Leone :-)

venerdì 20 giugno 2014

Qui finisce l'avventura... del blog

Alla fine ho deciso. Come avrete notato scrivo sempre meno.
Oggi finisce l'avventura durata tre blog. Dicono che tre sia il numero perfetto. I miei blog sono stati tre.
Grazie a chi mi ha seguita fin qui. Chi vuole mantenersi in contatto con me può farlo con la email o su fb (Niki Niki).
L'avventura in inglese (http://www.thewanderingkitchen.com)  invece riprenderà tra poco, poiché Dario si è ripreso abbastanza da riaprire i battenti del sito. Poco alla volta troverete un sacco di ricette e, quando finalmente avremo le indicazioni del dottore tibetano, anche una guida a come usarle per vivere meglio.

Vi auguro ogni bene.
Niki

p.s. La mia email è nikitesoroni (chiocciola) yahoo.it.

p.p.s. Il libro di ricette e consigli comportamentali per i malati di fegato, ma anche per chi vuole semplicemente fare una cura disintossicante (che non fa mai male) sta andando avanti. Ma per concludere il lavoro deve tornare Amji che deve supervisionare tutto. Ci vuole pazienza...


Per me la vita delle persone è importante

Sto perdendo lucidità. Forse. Forse no.
Se il grasso di orso sta salvando la vita di una persona, mi dispiace per l'orso, sono animali stupendi. Ma la vita di un uomo non ha prezzo.
Il papà della mia amica ha un male incurabile e in un mese, prendendo un cucchiaino di grasso di orso a digiuno (un orso fornisce grasso per un sacco di malati) ha avuto un miglioramento del 50%. Analisi alla mano.
Il papà della mia amica è una persona stupenda, generoso, gentile. Non ha molto, ma quello che ha lo divide con le persone che ama. Da sempre.
Per me è giusto salvarlo. Anche a scapito di un orso.
Se poi vi sentite urtati dalla verità sgradevole che gli espianti di organi sono fatti su persone vive, che vengono uccise nell'espianto, mi spiace. Ma è così. Lo sapete da sempre che io non accetterei mai un trapianto per salvarmi la vita per motivi etici.
Ognuno ha la sua etica. E per questo io non dico che, se la pensate diversamente da me, avete perso lucidità.
Questo blog è stato sul punto di chiudere un sacco di volte. Sono stanca, a volte faccio davvero fatica ad affrontare le mie giornate. Solo chi sta combattendo una battaglia dura come la mia può capire cosa voglio dire.
Vi irrito? Non sono politicamente corretta? Ho perso lucidità? Il mondo è pieno di blog. La Casa della Leonessa Danzante può chiudere anche domani per quello che mi riguarda. Le mie giornate, come potete vedere leggendo qualche post più vecchio, sono già abbastanza piene.

mercoledì 18 giugno 2014

Domani vado dalla mia amica S.

Domani vado dalla mia amica S. a parlare di erboristeria e di rimedi tradizionali serbi.  Il suo babbo sta prendendo grasso di orso e altri preparati specifici della loro famiglia per rimettersi in piedi.
Interessantissimo!
Lei  poi, è una personcina stupenda. 

domenica 15 giugno 2014

Scegliere è importante e la storia di come, tanto tempo fa, ho scoperto di saper curare

Qui a casa abbiamo deciso di scegliere che questo è un periodo di ritiro.
La giornata si sussegue con un ritmo piuttosto incalzante.
3 somministrazioni di medicine tibetane (che vanno prese sia lontane dai pasti che lontane da altri medicinali e che variano ogni altro giorno, quindi: attenzione)
6 piccoli pasti
3 massaggi con olio
1 ora di pranoterapia
1 ora circa di meditazione
2 somministrazioni di medicine chimiche (due delle quali vanno a giorni alterni: attenzione!)

Se io esco devo preparare spuntini e medicine che cadono nelle ore in cui non sono in casa e devo cercare di rientrare evitando di far saltare il sistema di orari.

Il problema, con delle giornate così dense e impegnative è che venga l'angoscia, mentre è importante mantenersi sereni. Così abbiamo deciso che questo è un ritiro di guarigione. Che noi abbiamo la fortuna di poterlo fare e di saperlo fare. Abbiamo cambiato il "cartellino indicativo" delle nostre giornate da "obbligo" a "scelta". La cosa, so che sembra ridicolo ma ci ha tolto tonnellate di stress dalle spalle.
Certo, sono stanca (la lavapiatti me la sogno anche la notte), ma stanca fisicamente.

E qui vi racconto una cosa che mi avete chiesto in tanti, a suo tempo.

Nel lontano aprile del 1991, dopo il mio tremendo 1990, uscii di casa per comperare un libro. Il primo pomeriggio libero dopo un anno e mezzo in ospedale con i miei.
Andai in libreria e, mentre pagavo, vidi un opuscolo che pubblicizzava un fine settimana a Verona con un vero maestro taoista cinese. Era un desiderio che avevo da molto tempo, quello di conoscere un maestro taoista, così presi l'opuscolo, telefonai per prenotare e, il fine settimana sucessivo, stavo facendo il mio primo seminario di Tai Ki Kung Chansanfung.

Mi sembra di parlare di un avvenimento perso nella notte dei tempi ;-)

Mi innamorai della pratica e cominciai a frequentare i corsi a Torino e i 4 seminari lunghi annuali.
Nel frattempo mi succedevano tante cosa strane, che mi innervosivano. Ma la pratica mi faceva molto bene così andavo avanti.
Al seminario sul lago Trasimeno, durante una pausa, mi misi a massaggiare la mia amica A., che aveva un dolore alla schiena da anni. Nè medicina allopatica, né pranoterapeuti, massaggiatori, fisioterapeuti o agopuntura le avevano dato sollievo.
Appoggiai le mani per cominciare a massaggiarla, e darle almeno l'illusione del sollievo, quando mi resi conto che sentivo il suo dolore come una punta contratta e pulsante. Mi misi a massaggiare lentamente, il dolore si espanse, ma mentre si espandeva, perdeva forza. Finché scomparve.
Due anni dopo non le era tornato.

Tornai dal maestro agitatissima. Tenevo le mani stese in avanti, come se fossero oggetti pericolosi. Avevo sentito cose strane, mi faceva paura. Si, lo sapevo che la bisnonna, la trisavola e in qualche misura la mamma avevano doni strani, ma non avevo mai pensato di ereditarli proprio io (invece era proprio il mio trentesimo anno, anno nel quale nelle donne della mia famiglia si manifestavano queste cose),

Da quel giorno cominciò il percorso per accettare la mia capacità. Perché io insistevo che era un effetto placebo, Ming mi diede tre casi gravissimi da seguire. In un caso ci fu un forte miglioramento gli altri due guarirono (con evidenze cliniche).
Non potevo più evitare di crederci. Avevo davanti a me dei fatti.
Ming insisteva che io non ero una pranoterapeuta ma una cosa diversa (e diceva un nome cinese) e che non capiva come fosse possibile che io avessi questa capacità naturalmente, senza aver fatto lunghi anni di addestramento. Che non fossi una pranoterapeuta, o, almeno, non una pranoterapeuta classica, lo si vedeva dal fatto che io, sui dolori (tranne quel primo caso che evidentemente non era un problema muscolare) non sono mai riuscita a fare niente, mentre ero brava con problemi gravi e, soprattutto, smuovevo cose nella mente della gente.
Devo molto agli insegnamentid del maestro Ming. Mi ha spiegato i rischi che correvo, come difendermi, come prendermi cura di me stessa e non solo dei pazienti. Quando curavo un paziente grave a volte mi scoppiavano i capillari negli occhi o nell'incavo del braccio, a volte, la notte, mi svegliavo con un fuoco dentro, la pelle fresca ma dentro in fiamme, a volte leggevo, mio malgrado, nella mente delle persone (una cosa orribile che per fortuna non mi succede più), a volte, improvvisamente, crollavo di stanchezza.
Il maestro Ming mi raccontò la storia di un suo maestro, che, da quello che diceva, era un praticante del mio modo di curare. Durante la rivoluzione culturale venne messo a fare le pulizie in un ospedale (ovviamente lui era MOOOLTO più forte di me). I medici si accorsero che quando passava lo straccio, a mano, sotto il letto di un generale paralizzato, le gambe del generale avevano dei movimenti inconsulti, ma si muovevano.
Studiarono la cosa e scoprirono che l'inserviente era stato un famoso maestro taoista (sorry non ricordo il nome). Da allora lo usarono per curare gli alti papaveri del partito. Gli davano da mangiare bene, perché sapevano che il buon cibo si sarebbe trasformato in energia di guarigione, ma abusarono delle sue forze e, alla fine, morì sfiancato dalle cure che era costretto a praticare.
Così Ming mi spiegò cosa mangiare, come, a quali segnali di pericolo prestare attenzione, come "sentire" i pazienti (ad esempio non sempre le mani vanno sull'organo malato).
Ho smesso di curare le persone molti anni fa. Curarli mi sfiancava e non molte persone sapevano accettare i cambiamenti, le scosse mentali che la cura dava. Scosse mentali che facevano parte del processo di guarigione. La più incredibile in questo senso fu una paziente che mi venne a portare un enorme mazzo di fiori e mi disse: mi stai guarendo, ma io mi sono resa conto che la malattia è l'equilibrio che tiene insieme la mia vita e la mia famiglia. Preferisco non cambiare e restare malata.
Dopo di allora non curai più nessuno.

Questa è la "pranoterapia" che uso da un mese circa. Un ora al giorno. Mi stanca, ma non così tanto visto che il paziente è solo uno e la terapia quotidiana. ;-) Sono comunque, mio malgrado, costretta a fare un giorno senza curare o collasso.
Posso dire solo: spero che tutti questi anni di pratica spirituale abbiano migliorato la mia capacità di guarigione abbastanza da sopperire alla mia debolezza fisica.
La risposta la darà solo il tempo.

p.s. Avevo messo gli anni sbagliati, ho corretto, quando sono cotta ragiono a scartamento ridotto.

martedì 10 giugno 2014

Cucinando l'halwa di carote (rivisitata)

Sono qui, in cucina, che controllo la cottura dell'halwa. E penso.
Penso al passato.
Quante cose belle e brutte ho vissuto. Ma adesso sono lontane, come un racconto letto o una storia raccontata. Il cibo mangiato allegramente in una cena stupenda, per quanto fosse buono, oggi è solo un vago ricordo, non calmerebbe la mia fame.
La vacanza, il vestito, la serata, il viaggio... è tutto svanito nella nebbia della lontananza.
Restano solo le cose importanti. L'amore, il non aver mai fatto (coscientemente o volutamente) del male, l'aver cercato, con tutti i miei limiti di fare del bene, l'impegno. Il sentiero.
Sono qui da sola con la mia mente. E' come un tempo sospeso e io non posso imbrogliarla: lei sa tutto quello che ho fatto, il come, il perché. Nemmeno vorrei imbrogliarla, quello che voglio è liberarmi dei pesi, non nasconderli.
Passo al setaccio la mia vita e lascio cadere le cose che non mi servono più. Ho bisogno di sentirmi leggera perché quello che sarebbe un fardello diventi parte del sentiero.
A volte mi riesce, a volte no. Ma in queste cose perseverare è importante. Giorno dopo giorno il solco dei pensieri diventa più fondo, lentamente, molto lentamente. Ma è l'unico modo per conquistare la serenità.